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DiDaniela Corghi

Il Rendimento di un Investimento

Normalmente il rendimento di un investimento finanziario si calcola su base annua.

Se investiamo € 100.000,00 e abbiamo un rendimento del 4%, dopo un anno ci troveremo con € 104.000,00.

Se però manteniamo l’investimento per lungo tempo, ad esempio per 10 anni, allora dobbiamo fare una distinzione fondamentale:

a) se ogni anno incassiamo il rendimento generato, senza reinvestirlo, allora parliamo di “capitalizzazione semplice” e tra 10 anni anni avremo guadagnato:

€ 4.000,00 x 10 = € 40.000,00

b) se invece lasciamo i rendimenti investiti, allora parliamo di “capitalizzazione composta”  e tra 10 anni ci ritroveremo ad aver guadagnato € 48.024,43….€ 8.024,43 in più!

Vediamo il calcolo:

  1. anno 100.000,00 + 4% = 104.000,00
  2. anno 104.000,00 + 4% = 108.160,00
  3. anno 108.160,00  + 4% = 112.486,40
  4. anno 112.486,40  + 4% = 116.985,56
  5. anno 116.985,56  + 4% = 121.665,29
  6. anno 121.665,29  + 4% = 126.531,90
  7. anno 126.531,90  + 4% = 131.593,18
  8. anno 131.593,18   + 4% = 136.856,91
  9. anno 136.856,91  + 4% = 142.331,18
  10. anno 142.331,18  + 4% = 148.024,43

Con la capitalizzazione composta, con il trascorrere del tempo si genera un montante (capitale investito + interessi) che cresce in modo esponenziale

Se desideri approfondire questo o altri argomenti, non esitare  a contattarmi.

 

DiDaniela Corghi

Esiste un investimento privo di rischio?

NO!

Nessun investimento è privo di rischio!

Spesso crediamo che i Titoli di Stato e le Obbligazioni a tasso fisso siano sicuri, ma anche loro sono soggetti a diversi rischi:

  • rischio emittente, è il rischio che la società o lo stato che lo emette fallisca
  • rischio di liquidabilità, è il rischio di incorrere in una perdita nell’eventualità di dovere vendere prima della scadenza del titolo. Il prezzo di questi strumenti  finanziari è funzione dei tassi di interesse: quando i tassi aumentano, i prezzi delle obbligazioni e dei titoli di stato a tasso fisso diminuiscono.

Per chiarire meglio questo concetto, facciamo un esempio:

Ho acquistato un titolo a 100, scadenza tra 10 anni e con rendimento del 2%, in linea con i tassi del momento. A scadenza avrò 100 di rimborso e avrò incassato 10 cedole per 2…quindi realizzerò 20 di guadagno.

Se i tassi, dopo 1 anno, aumentano al 3%, sul mercato ci saranno titoli con questo rendimento: realizzeranno, dopo 9 anni (pari alla scadenza del mio titolo),  9 cedole per 3,  con un guadagno di 27.

Se noi vogliamo vendere il nostro titolo, che rende il 2%, nessuno lo comprerà, a meno che non abbassiamo il prezzo fino a 91. Infatti tra 9 anni si realizzerà 100 + 18 di cedole (9×2)…118 – 91 = 27.

Se desideri approfondire questo o altri argomenti, non esitare  a contattarmi.

 

 

 

DiDaniela Corghi

PIL – Prodotto Interno Lordo

Il PIL rappresenta lo stato dell’economia di una nazione, il valore della ricchezza prodotta ed è il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all’interno del paese, anche da aziende estere, al lordo degli ammortamenti dei beni di durata pluriennale (es. macchinari, impianti, attrezzature,…) che servono per realizzare i prodotti finali. Sono esclusi dal calcolo del PIL i beni intermedi, cioè tutti quei componenti che occorrono per produrre il bene finale.

Esistono 3 metodi per calcolarlo:

  1. il metodo del prodotto o del valore aggiunto
  2. il metodo del reddito
  3. il metodo della spesa

Metodo del prodotto o del valore aggiunto

Il valore aggiunto è la differenza tra il prodotto finito e la somma dei beni intermedi. Il valore aggiunto di una azienda si calcola quindi come differenza tra i ricavi finali di vendita e le spese per l’acquisto dei beni intermedi (materie prime e semilavorati). Sommando il valore aggiunto di tutte le imprese che operano in una nazione, si ottiene il PIL di quel paese.

Metodo del reddito

Il valore aggiunto viene realizzato grazie al contributo dei lavoratori e del capitale utilizzato e vanno entrambi remunerati. Sommando quindi tutti i redditi da lavoro (salari e stipendi) e tutti i redditi da capitale (interessi ai creditori) si ottiene il PIL.

Metodo della spesa

Il PIL corrisponde anche alla spesa complessiva dei consumatori. Il valore dei beni prodotti, coincide con quanto spendono i consumatori, nello stesso periodo, per acquistare i beni prodotti. Si calcola sommando 4 componenti: Consumi, Investimenti, Spesa Pubblica, Esportazioni nette (differenza tra esportazioni e importazioni). Ma, cosa succede quando i consumatori spendono meno oppure più di quanto è stato prodotto?

Nel primo caso i beni invenduti, vanno a fare parte delle scorte, che sono quindi acquistate dalle imprese, per cui rientrano nel totale della spesa.

Nel secondo caso, l’eccedenza di prodotti necessari viene presa dalle scorte, che quindi si riducono.

PIL nominale e PIL reale

IL PIL nominale si ottiene moltiplicando la quantità di ogni prodotto e servizio per il relativo prezzo di mercato. Quindi il PIL dipende, non solo dalla quantità di beni prodotti, ma anche dal livello dei prezzi, che inevitabilmente variano da un anno all’altro. Quando confrontiamo il PIL di anni diversi, non sappiamo se un aumento fino a che punto ci segnala un incremento della produzione  e in che misura sia, invece, effetto dell’inflazione.

Per evitare, quindi, confronti alterati dall’inflazione, si calcola il PIL reale. Per quantificarlo si stabilisce un anno base, quindi si moltiplicano i beni prodotti per i prezzi dell’anno base, ottenendo così valori che permettono di verificare l’aumento o la diminuzione di produzione.

Limiti del PIL

Nonostante il PIL sia così importante e sia ritenuto il principale indicatore della ricchezza di uno stato, ha alcuni limiti:

  • considerando solo i beni e servizi che passano dal mercato, il lavori domestici, non sono conteggiati se sono svolti dalla famiglia, ma rientrano se sono svolti da collaboratori domestici
  • dà per scontato che un aumento dei consumi sia sempre legato a un aumento del benessere. Non è sempre così: nel PIL, infatti, rientrano anche le spese sostenute a causa di disastri, incidenti,…
  • gli acquisti di beni e servizi pubblici vengono effettuati al costo di produzione e non al prezzo di mercato. Talvolta il costo di produzione è superiore a causa di sprechi, talvolta invece è inferiore. La differenza di metodo nel calcolare i prezzi del pubblico, rappresenta un limite nel concetto di PIL come misura omogenea di tutti i beni servizi scambiati sul mercato.

 

 

 

 

DiDaniela Corghi

Diversi obiettivi di vita – ACCUMULARE RICCHEZZA e SPECULAZIONE

L’esigenza di incrementare la ricchezza soddisfa diversi obiettivi:

  • aumentare la nostra stabilità finanziaria
  • costituire un capitale da utilizzare eventualmente nel futuro
  • creare una somma di denaro da lasciare in eredità o in donazione

Possiamo perseguire questo obiettivo in due modi:

  1. o definiamo un capitale desiderato e un termine per utilizzarlo (vogliamo poter disporre di € 100.000,00 tra 20 anni)
  2. oppure accantoniamo i risparmi che non utilizziamo per realizzare i nostri obiettivi di vita.

La speculazione, ha l’obiettivo di ottenere rendimenti cospicui in breve tempo. Dobbiamo essere disposti a subire una perdita totale o addirittura superiore al capitale utilizzato. È paragonabile a un gioco basato su scommesse. Per non intaccare la nostra stabilità economica, possiamo destinare solo una cifra di denaro con queste caratteristiche:

  • è assolutamente residuale (abbiamo già soddisfatto tutte le nostre esigenze importanti)
  • la sua eventuale perdita totale non compromette il nostro assetto finanziario

Se vogliamo speculare, è opportuno tenere distinto il denaro che destiniamo a questo scopo dal resto del nostro capitale. Circoscriviamo l’ammontare e controlliamo il rischio insito in questo tipo di investimenti.

 

 

 

DiDaniela Corghi

Diverse esigenze di investimento – GLI OBIETTIVI DI VITA

Dobbiamo organizzare gli obiettivi di vita secondo le nostre priorità, e quindi quantificare i soldi e il tempo necessari per la loro realizzazione.

Chiariamo quindi:

  • quali sono i più importanti
  • il tempo utile per realizzarli
  • il denaro necessario
  • il capitale che possediamo al momento
  • la nostra capacità di risparmio

A questo punto i mercati finanziari vengono in nostro aiuto per raggiungere i nostri traguardi.

Alcuni obiettivi possono avere una scadenza a lungo termine. In tal caso è opportuno che investiamo in strumenti finanziari con potenziale di alto rendimento, che presentano anche un grado di rischio elevato, come ad esempio:

  • Fondi, Sicav o ETF bilanciati
  • Fondi, Sicav o ETF multi-asset
  • Fondi, Sicav o ETF azionari
  • Obbligazioni Strutturate
  • Titoli azionari Italiani o Esteri

Questi investimenti hanno, a volte, oscillazioni molto accentuate (Volatilità, VIX) ma, nel lungo termine, permettono di realizzare buone performance.

 

DiDaniela Corghi

Diverse esigenze di investimento – RISERVA

Per migliorare la nostra solidità patrimoniale, oltre alla liquidità, è importante che destiniamo risorse ad una ulteriore scorta di denaro per fare fronte a imprevisti di entità rilevante come, ad esempio, avere autonomia finanziaria per continuare a sostenere le nostre spese nel caso di riduzione del reddito.

Per questa esigenza, è bene investire in  strumenti finanziari che abbiano 2 caratteristiche fondamentali:

  1. avere un grado di rischio minimo possibile. I nostri soldi saranno al riparo dalle eventuali fluttuazioni dei mercati finanziari
  2. avere un rendimento sufficiente a coprire l’inflazione. Questo denaro, infatti, può rimanere inutilizzato per molto tempo ed è molto importante che mantenga il suo potere di acquisto.

Gli strumenti finanziari tipici per coprire questa esigenza sono:

  • Titoli di stato Italiani ed Esteri
  • Obbligazioni Investment Grade
  • Fondi comuni o Sicav obbligazionarie
  • Gestioni patrimoniali obbligazionarie

Anche in questo caso, come per la liquidità, è fondamentale che destiniamo un ammontare di risparmio adeguato. Nel caso in cui le risorse fossero scarse, non saremmo in grado di fare fronte agli imprevisti. Se invece destiniamo una quota eccessiva del nostro patrimonio, potremmo sottrarre risorse ai nostri obiettivi di vita importanti. Una volta che abbiamo individuato il giusto ammontare , dobbiamo mantenerlo, fintanto che la nostra situazione personale non cambi (matrimonio, figli, cambio lavoro, divorzio,…).