Archivio per Categoria Educazione Finanziaria

Volatilità

Spesso sentiamo dire che un mercato e/o strumento finanziario è molto volatile, ma…che cosa significa?

Significa che i prezzi hanno grandi oscillazioni sia al rialzo sia al ribasso.

La volatilità, infatti, misura l’incertezza circa i movimenti futuri dei prezzi di un investimento: al crescere della volatilità, aumenta la probabilità che la performance risulti molto elevata o molto bassa.

Per calcolare la volatilità si utilizza la Deviazione Standard, un indice statistico che misura la quantità di variabilità o di dispersione attorno alla media.

Vediamo in parole semplici cosa significa. Si prende una serie storica di rendimenti di uno strumento finanziario. Da qui si ricava il rendimento medio, quindi si calcola quanto si discostano i rendimenti in più o in meno dal rendimento medio. Il calcolo da fare è:

σ = √(R1-Rm)²+(R2-Rm)²+(R3-Rm)²+…+(Rn-Rm)²
—————————————————–
n

σ = Deviazione Standard
R1 = rendimento 1
R2 = rendimento 2
Rm = Rendimento medio
n = numero di rilevazioni del rendimento

radice quadrata della somma dei quadrati delle differenze tra i vari rendimenti e il rendimento medio diviso il numero di osservazioni del rendimento.

Facciamo un esempio. Prendiamo uno strumento finanziario che realizzato le seguenti performance annuali:

R1 = 13%
R2 = 11%
R3 = 15%
R4 = 12%
R5 = 9%
R6 = 6%

Rm = (13+11+15+12+9+6)/6 = 66/6 = 11%

adesso calcoliamo la Deviazione Standard con la formula:

σ = √((13-11)²+(11-11)²+(15-11)²+(12-11)²+(9-11)²+(6-11)²)/6 =

√((2)²+(0)²+(4)²+(1)²+(-2)²+(-5)²)/6 = √(4+0+16+1+4+25)/6 =

√50/6 = √8,33 = 2,886%

Quando conosciamo il rendimento medio di uno strumento finanziario e la sua deviazione standard, statisticamente:

  • il 68% delle performance rientrerà nel range tra (Rendimento Medio – Deviazione Standard) e (Rendimento Medio + Deviazione Standard)
  • il 95% delle performance rientrerà nel range tra (Rendimento Medio – 2 Deviazione standard) e (Rendimento Medio + 2 Deviazione Standard)

Più è alta la deviazione standard e quindi la volatilità, più i rendimenti saranno differenti dal rendimento medio: lo strumento finanziario è più rischioso.

 

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Inflazione, Disinflazione, Stagflazione, Deflazione Reflazione: cosa sono?

Per prima cosa è necessario che conosciamo “l’indice dei prezzi al consumo“: è una misura statistica della media ponderata dei prezzi di un insieme di beni e servizi (paniere). Il paniere è composto dai beni e dai servizi maggiormente acquistati dal consumatore medio e viene pertanto aggiornato periodicamente considerando le variazioni delle abitudini di spesa. In Italia, chi si occupa di effettuare tutte queste rilevazioni è l’ISTAT.

L’ISTAT rileva 3 diversi indici dei prezzi al consumo:

  1. NIC (Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale): è calcolato con riferimento ai beni e servizi (paniere) acquistati da tutte le famiglie presenti sul territorio nazionale. Il NIC riguarda l’intero sistema economico, in quanto i consumatori italiani sono considerati come un unico insieme omogeneo. Per questo motivo, è spesso utilizzato per individuare l’inflazione programmata nel Documento di programmazione economica e finanziaria.
  2. FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati): è calcolato sul medesimo paniere del NIC, ma fa riferimento ai consumi delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (escluso il settore agricolo). Il FOI è utilizzato come base per l’adeguamento degli affitti o degli assegni di mantenimento per il coniuge separato.
  3. IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi membri dell’Unione Europea): è calcolato su un paniere differente, costruito tenendo conto sia delle particolarità di ogni singolo paese sia di regole comuni (ad esempio l’esclusione di lotterie) e fa riferimento, come per il NIC, ai consumi di tutte le famiglie. Gli indici NIC e FOI considerano il prezzo pieno di vendita, mentre l’indice IPCA fa riferimento al prezzo effettivamente pagato dal consumatore tenendo conto, ad esempio,  anche di saldi, promozioni e, per quanto riguarda il farmaci, del ticket pagato. L’IPCA è stato sviluppato per assicurare una misura uniforme dell’inflazione a livello europeo e serve come indicatore di verifica della convergenza delle economie dei Paesi membri dell’Unione Europea.

Questi indici sono fondamentali per calcolare il valore reale del denaro. C’è infatti differenza tra il valore nominale del denaro ed il suo valore reale:

  • il valore nominale è quello che la legge attribuisce al denaro
  • il valore reale è il potere di acquisto, cioè la quantità di beni e servizi che si possono acquistare.

In base all’andamento di questi indici, si hanno diversi scenari:

  1. INFLAZIONE: quando c’è una crescita generalizzata e continuativa dei prezzi nel tempo, normalmente insieme alla crescita dell’economia.
  2. DISINFLAZIONE: quando c’è un rallentamento dell’inflazione, cioè  una diminuzione del tasso di crescita del livello generale dei prezzi.
  3. STAGFLAZIONE (combinazione di stagnazione e inflazione): quando c’è sia aumento dei prezzi sia mancanza di crescita economica.
  4. DEFLAZIONE: quando c’è un calo del livello dei prezzi generalizzato.
  5. REFLAZIONE: quando c’è una moderata inflazione, dopo un periodo di deflazione, generalmente causata da aumento della massa monetaria e/o da politiche fiscali.

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Il Rendimento di un Investimento

Normalmente il rendimento di un investimento finanziario si calcola su base annua.

Se investiamo € 100.000,00 e abbiamo un rendimento del 4%, dopo un anno ci troveremo con € 104.000,00.

Se però manteniamo l’investimento per lungo tempo, ad esempio per 10 anni, allora dobbiamo fare una distinzione fondamentale:

a) se ogni anno incassiamo il rendimento generato, senza reinvestirlo, allora parliamo di “capitalizzazione semplice” e tra 10 anni anni avremo guadagnato:

€ 4.000,00 x 10 = € 40.000,00

b) se invece lasciamo i rendimenti investiti, allora parliamo di “capitalizzazione composta”  e tra 10 anni ci ritroveremo ad aver guadagnato € 48.024,43….€ 8.024,43 in più!

Vediamo il calcolo:

  1. anno 100.000,00 + 4% = 104.000,00
  2. anno 104.000,00 + 4% = 108.160,00
  3. anno 108.160,00  + 4% = 112.486,40
  4. anno 112.486,40  + 4% = 116.985,56
  5. anno 116.985,56  + 4% = 121.665,29
  6. anno 121.665,29  + 4% = 126.531,90
  7. anno 126.531,90  + 4% = 131.593,18
  8. anno 131.593,18   + 4% = 136.856,91
  9. anno 136.856,91  + 4% = 142.331,18
  10. anno 142.331,18  + 4% = 148.024,43

Con la capitalizzazione composta, con il trascorrere del tempo si genera un montante (capitale investito + interessi) che cresce in modo esponenziale

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Esiste un investimento privo di rischio?

NO!

Nessun investimento è privo di rischio!

Spesso crediamo che i Titoli di Stato e le Obbligazioni a tasso fisso siano sicuri, ma anche loro sono soggetti a diversi rischi:

  • rischio emittente, è il rischio che la società o lo stato che lo emette fallisca
  • rischio di liquidabilità, è il rischio di incorrere in una perdita nell’eventualità di dovere vendere prima della scadenza del titolo. Il prezzo di questi strumenti  finanziari è funzione dei tassi di interesse: quando i tassi aumentano, i prezzi delle obbligazioni e dei titoli di stato a tasso fisso diminuiscono.

Per chiarire meglio questo concetto, facciamo un esempio:

Ho acquistato un titolo a 100, scadenza tra 10 anni e con rendimento del 2%, in linea con i tassi del momento. A scadenza avrò 100 di rimborso e avrò incassato 10 cedole per 2…quindi realizzerò 20 di guadagno.

Se i tassi, dopo 1 anno, aumentano al 3%, sul mercato ci saranno titoli con questo rendimento: realizzeranno, dopo 9 anni (pari alla scadenza del mio titolo),  9 cedole per 3,  con un guadagno di 27.

Se noi vogliamo vendere il nostro titolo, che rende il 2%, nessuno lo comprerà, a meno che non abbassiamo il prezzo fino a 91. Infatti tra 9 anni si realizzerà 100 + 18 di cedole (9×2)…118 – 91 = 27.

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Diversi obiettivi di vita – ACCUMULARE RICCHEZZA e SPECULAZIONE

L’esigenza di incrementare la ricchezza soddisfa diversi obiettivi:

  • aumentare la nostra stabilità finanziaria
  • costituire un capitale da utilizzare eventualmente nel futuro
  • creare una somma di denaro da lasciare in eredità o in donazione

Possiamo perseguire questo obiettivo in due modi:

  1. o definiamo un capitale desiderato e un termine per utilizzarlo (vogliamo poter disporre di € 100.000,00 tra 20 anni)
  2. oppure accantoniamo i risparmi che non utilizziamo per realizzare i nostri obiettivi di vita.

La speculazione, ha l’obiettivo di ottenere rendimenti cospicui in breve tempo. Dobbiamo essere disposti a subire una perdita totale o addirittura superiore al capitale utilizzato. È paragonabile a un gioco basato su scommesse. Per non intaccare la nostra stabilità economica, possiamo destinare solo una cifra di denaro con queste caratteristiche:

  • è assolutamente residuale (abbiamo già soddisfatto tutte le nostre esigenze importanti)
  • la sua eventuale perdita totale non compromette il nostro assetto finanziario

Se vogliamo speculare, è opportuno tenere distinto il denaro che destiniamo a questo scopo dal resto del nostro capitale. Circoscriviamo l’ammontare e controlliamo il rischio insito in questo tipo di investimenti.

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Diverse esigenze di investimento – GLI OBIETTIVI DI VITA

Dobbiamo organizzare gli obiettivi di vita secondo le nostre priorità, e quindi quantificare i soldi e il tempo necessari per la loro realizzazione.

Chiariamo quindi:

  • quali sono i più importanti
  • il tempo utile per realizzarli
  • il denaro necessario
  • il capitale che possediamo al momento
  • la nostra capacità di risparmio

A questo punto i mercati finanziari vengono in nostro aiuto per raggiungere i nostri traguardi.

Alcuni obiettivi possono avere una scadenza a lungo termine. In tal caso è opportuno che investiamo in strumenti finanziari con potenziale di alto rendimento, che presentano anche un grado di rischio elevato, come ad esempio:

  • Fondi, Sicav o ETF bilanciati
  • Fondi, Sicav o ETF multi-asset
  • Fondi, Sicav o ETF azionari
  • Obbligazioni Strutturate
  • Titoli azionari Italiani o Esteri

Questi investimenti hanno, a volte, oscillazioni molto accentuate (Volatilità, VIX) ma, nel lungo termine, permettono di realizzare buone performance.

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Diverse esigenze di investimento – RISERVA

Per migliorare la nostra solidità patrimoniale, oltre alla liquidità, è importante che destiniamo risorse ad una ulteriore scorta di denaro per fare fronte a imprevisti di entità rilevante come, ad esempio, avere autonomia finanziaria per continuare a sostenere le nostre spese nel caso di riduzione del reddito.

Per questa esigenza, è bene investire in  strumenti finanziari che abbiano 2 caratteristiche fondamentali:

  1. avere un grado di rischio minimo possibile. I nostri soldi saranno al riparo dalle eventuali fluttuazioni dei mercati finanziari
  2. avere un rendimento sufficiente a coprire l’inflazione. Questo denaro, infatti, può rimanere inutilizzato per molto tempo ed è molto importante che mantenga il suo potere di acquisto.

Gli strumenti finanziari tipici per coprire questa esigenza sono:

  • Titoli di stato Italiani ed Esteri
  • Obbligazioni Investment Grade
  • Fondi comuni o Sicav obbligazionarie
  • Gestioni patrimoniali obbligazionarie

Anche in questo caso, come per la liquidità, è fondamentale che destiniamo un ammontare di risparmio adeguato. Nel caso in cui le risorse fossero scarse, non saremmo in grado di fare fronte agli imprevisti. Se invece destiniamo una quota eccessiva del nostro patrimonio, potremmo sottrarre risorse ai nostri obiettivi di vita importanti. Una volta che abbiamo individuato il giusto ammontare , dobbiamo mantenerlo, fintanto che la nostra situazione personale non cambi (matrimonio, figli, cambio lavoro, divorzio,…).

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Diverse esigenze di investimento – Liquidità

Per definire le nostre esigenze di investimento, dobbiamo collegarle alle nostre necessità. Pur avendo ognuno di noi necessità molto spesso diverse dagli altri, ciò che dobbiamo innanzitutto fare è metterle in una sequenza di priorità secondo 3 categorie fondamentali.

La prima necessità è la SICUREZZA:  rendere stabile la nostra situazione economica e finanziaria presente e futura.

La seconda necessità sono le ASPIRAZIONI:  conseguire gli obiettivi di vita importanti per noi e i nostri cari.

La terza necessità sono le POTENZIALITÀ:  incrementare il più possibile la nostra ricchezza sia per rendere più solida la nostra situazione finanziaria sia per poter utilizzare i nostri soldi per una vita più soddisfacente.

Oggi analizziamo meglio la prima necessità, che si articola su 2 esigenze:

  • liquidità

  • riserva

La liquidità è una scorta di denaro utile per fare fronte ad imprevisti di relativa entità. Questi soldi li dobbiamo dunque depositare in strumenti che ci consentano di disporne velocemente, con costi minimi e al riparo dai rischi dei mercati finanziari.

I tipici strumenti finanziari utilizzati per gestire la liquidità sono:

  • depositi bancari

  • depositi postali

  • libretti di risparmio

  • buoni fruttiferi postali

  • fondi comuni monetari

Tutti questi prodotti hanno però un rendimento minimo o addirittura nullo, quindi i soldi depositati non sono al riparo dall’erosione del potere di acquisto causato dall’inflazione. Per questo motivo è importante che destiniamo un importo adeguato:

  • non troppo esiguo, perché potrebbe essere insufficiente per affrontare gli imprevisti

  • ma nemmeno esagerato, perché subirebbe l’erosione inflattiva.

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Risparmio e Investimento

Risparmiamo per precauzione e per avere le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dei nostri obiettivi di vita.

Ma come investire i nostri risparmi?

Innanzitutto è necessario:

  1. Capire cosa è l’investimento
  2. Definire le diverse esigente di investimento
  3. Comprendere il rischio ed il rendimento
  4. Valutare il rischio di un investimento
  5. Scegliere il giusto equilibrio tra rischio e rendimento
  6. Infine investire in modo efficiente

Affrontiamo oggi il primo punto. L’investimento è un mezzo per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi futuri (casa, figli, viaggi, pensione,…). La prima domanda che dobbiamo porci non è quanto renderà, ma

quanto e quando dobbiamo utilizzare il nostro denaro

Possiamo investire:

  • o prestando i nostri soldi ad aziende o stati in cambio di un compenso (obbligazioni, titoli di stato,…)
  • oppure partecipando ad attività produttive (azioni)

Queste due macro-categorie comprendono innumerevoli strumenti finanziari che approfondiremo a parte.

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I soldi fanno la felicità?

Negli articoli precedenti ho parlato dell’importanza di pensare al futuro, di trasformare i nostri sogni in obiettivi e di redigere un preciso bilancio familiare, in una parola abbiamo imparato a … risparmiare. Se riusciamo a non spendere € 3.000,00 all’anno, in 30 anni ci ritroviamo con un gruzzolo di € 90.000,00…non male!!!  Possiamo ottenere tutto questo con la sola decisione di rinunciare a qualche spesa. Ma…

I SOLDI DANNO LA FELICITÀ?

DIPENDE

La felicità è funzione del “desiderare” e non tanto del “possedere”. Il “paradosso della felicità” fu individuato nel 1974 dal prof. Richard Easterlin ha rilevato che la felicità dipende relativamente dalle variazioni di reddito e di ricchezza. Infatti, quando aumenta il benessere il economico, la felicità umana aumenta fino ad un certo punto, poi comincia a diminuire. Con la sua teoria, Easterlin ha evidenziato che la sola misurazione del PIL non è sufficiente a misurare il benessere di un individuo o di una nazione. A questo proposito Robert Kennedy il 18 marzo del 1968 tenne uno storico discorso che possiamo ascoltare cliccando sul Link qui sotto

https://www.youtube.com/watch?v=e_RBopgiV8E

Quindi:

  • Se l’obiettivo del nostro risparmio è il solo accumulo di ricchezze (i soldi sono un fine) allora NO, i soldi non fanno la felicità.
  • Se invece il nostro risparmio è finalizzato a realizzare un nostro sogno, allora SÌ, i soldi contribuiscono a raggiungere la nostra felicità.  In questo modo,  il risparmio è un rinvio del consumo nel tempo: rinunciamo ad alcune spese oggi per precauzione e per avere il denaro che ci occorre per un acquisto più importante domani.

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Il bilancio familiare

Per raggiungere un nostro obiettivo di vita è importante pianificare anche le risorse finanziarie necessarie…per questo motivo è fondamentale fare un accurato bilancio familiare (stato patrimoniale e conto economico) proprio come fa una azienda.

Partiamo dallo stato patrimoniale.

Lo stato patrimoniale di una famiglia è la ricchezza netta. Per calcolarla occorre:

  1. sommare tutti le nostre attività  (immobili, liquidità, investimenti, beni di valore,…)
  2. sommare tutte le nostre passività (mutui, prestiti,…)

ATTIVITA’ – PASSIVITA’ = RICCHEZZA NETTA

Successivamente stiliamo il nostro conto economico.

Il conto economico ci permette di prendere coscienza di come spendiamo i soldi. Per farlo dobbiamo:

  1. Sommare tutte le nostre entrate finanziarie (Stipendio, rendite,…)
  2. Sommare tutte le nostre uscite finanziarie (Bollette, restituzione prestiti, alimenti, vestiti, divertimenti, vacanze,…)

ENTRATE – USCITE = RISPARMIO

Fatto il  conto economico, a questo punto, se vogliamo razionalizzare i nostri consumi per risparmiare di più (REDDITO – RISPARMIO = CONSUMI) ed avere maggiori risorse finanziarie per realizzare i nostri obiettivi, è  molto importante fare un costante controllo. Fare mensilmente il consuntivo dei redditi, dei consumi e del risparmio e confrontarlo con quanto abbiamo programmato è fondamentale per essere consapevoli di come stiamo gestendo il nostro bilancio familiare e soprattutto per realizzare i nostri sogni.

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Da un Sogno ad un Obiettivo

 

QUALE È LA DIFFERENZA TRA

UN SOGNO E UN OBIETTIVO?

UNA DATA

Walt Disney

Nel mio articolo del 30 novembre 2020, ho sostenuto che pensare al futuro e sognare traguardi da raggiungere, migliora la nostra esistenza. Per realizzare i nostri sogni, non basta sognarli, occorre trasformarli in obiettivi.

È necessario quindi individuare quali sono i traguardi che vogliamo raggiungere, che ci stanno più a cuore, che rispecchiano i nostri valori fondamentali (famiglia, casa, carriera, studi,  viaggi,…) e cominciare a pianificare.

  1. Innanzi tutto è importante, come diceva Walt Disney, per ogni nostro singolo progetto, fissare una data entro cui desideriamo raggiungerlo.
  2. E’ necessario, quindi, ordinarli cronologicamente, mettendo al primo posto quelli con scadenza più immediata.
  3. A questo punto dobbiamo ragionare su quali azioni intraprendere per arrivare al traguardo e individuare le risorse (umane, materiali, immateriali e finanziarie) che occorrono.
  4. Fatto tutto questo, valutiamo la fattibilità dei nostri progetti.

Abbiamo tutte le risorse che necessarie nei tempi desiderati? Ottimo!!!

Non abbiamo tutte le risorse? Nessuna paura!!! in questo caso, per prima cosa, diamo la priorità ai progetti che più ci stanno a cuore. Possiamo poi ridimensionare e/o posticipare quelli che riteniamo meno importanti.

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Passato, presente o futuro?

Charles Franklin Kettering ha detto:

“Tutti dovremmo occuparci del futuro, perché  là dobbiamo passare il resto della nostra vita”

Avere la consapevolezza del futuro, è immaginare il nostro futuro e quello delle persone a noi care e sognare una condizione migliore di quella attuale.  Possiamo così agire di conseguenza per realizzare i nostri sogni…in una parola “pianificare l’uso delle nostre risorse”. Pensare al futuro invece che al passato o al presente, ci permette di vivere più consapevolmente e con maggiore soddisfazione. Infatti una ricerca scientifica internazionale ha provato che chi fa progetti e si impegna per realizzarli vive in media 7 anni in più. Inoltre l’orientamento nel futuro nel programmare le spese ed il risparmio incrementa, in modo considerevole, la ricchezza personale e/o familiare.  Se vogliamo sapere quanto risparmiamo, solitamente facciamo il seguente calcolo:

GUADAGNO – CONSUMI = RISPARMIO

Tutto giusto dal punto di vista aritmetico, ma non dal punto di vista di una buona gestione finanziaria. In questo modo infatti il risparmio viene visto solo come un residuo di quanto non spendiamo. Se invece proviamo ad invertire l’ordine in questo modo:

GUADAGNO – RISPARMIO = CONSUMI

Dal punto di vista aritmetico, la formula è ancora corretta, ma in questo modo il risparmio viene posto al centro della gestione finanziaria. Si finalizza così il risparmio alle proprie esigenze e alla realizzazione degli obiettivi di vita che vogliamo raggiungere.

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